
Il Governo italiano traballa sulle sue contraddizioni: il banco di prova della legge finanziaria è arrivato.
Vedremo, se la "cadrega" come si dice a Milano è più importante delle "ideologie": temo di sì.
Ma ciò che ho notato ultimamente, come lettore dei quotidiani, è che il giornalismo, nel campo politico, non è più una professione dove lo stipendio maggiore è quello percepito in busta paga...la "marchetta" paga molto, ma molto di più....
Eppure.....mettono on line la loro "sbandierata indipendenza":
Dichiarazione d'indipendenza del "Corriere della Sera":
Da 30 anni si sono sempre più consolidati in via Solferino impegni solenni, patti giudiziari, regole scritte e non scritte e articoli pubblicati che costituiscono ormai un patrimonio culturale, ma anche formale che tutti riconoscono.
Il 29 maggio del 1973 i princìpi base sono stati addirittura fissati sulla prima pagina del "Corriere": Indipendenza del giornale e dei giornalisti dal potere politico, indipendenza dai gruppi di pressione, "particolare impegno nell'informazione intorno ai problemi sociali, culturali, civili e ambientali a sostegno delle soluzioni più moderne, avanzate, idonee a eliminare gli squilibri, gli ingiustificati privilegi, le posizioni parassitarie, ed a promuovere il progresso verso una società più giusta ed equilibrata".
Queste affermazioni un anno dopo hanno assunto anche valore giuridico con sottoscrizione davanti alla magistratura.
Da allora prese corpo anche lo storico "Statuto del giornalista del 'Corriere' " aggiornato e firmato dal direttore di oggi Stefano Folli.
L'insieme degli accordi tra l'editore e i giornalisti ha via via formato un corpus di, diritti, di regole riconosciute come specifica garanzia dei redattori rispetto all'editore/proprietà. una "carta dei diritti dei giornalisti".
Sulla base di questo la "Dichiarazione di indipendenza" di oggi fissa anche i diritti del lettore e i conseguenti doveri di chi fa il giornale.
In questo contesto, viene in evidenza anche il rapporto nei confronti dell' editore/proprietà come dovere del giornalista a tenere, di norma, verso gli azionisti, gli stessi comportamenti previsti nella "Dichiarazione" nei confronti di soggetti estranei alla redazione.
Solenni princìpi e regole conseguenti sono anche contenuti nei programmi di insediamento di direttori del "Corriere".
Lette in successione, alcune frasi formano una comune dichiarazione di intenti della testata valida nel tempo.
Sono recepiti nella "Dichiarazione d'indipendenza del Corriere" - condivisa dal direttore Stefano Folli nel giugno 2003, e oggi da Paolo Mieli - anche affermazioni tratte dagli statuti di altri quotidiani e media internazionali di riconosciuta autorevolezza.
Paolo Mieli: vergognati!
Hai favorito apertamente il Governo Prodi.
Hai spostato i voti prima delle elezioni A PAGAMENTO con un fondo in prima pagina che ancora è uno scandalo.
Adesso sposti i tuoi FAVORI A PAGAMENTO in appoggio a Veltroni ed alla mistificazione politica che si sta facendo: un leader di un partito mai votato!!!!
Una verifica dei conti bancari e dei possedimenti del signor Paolo Mieli e parentame vario sarebbe sufficiente....
Che schifo "i puttani legalizzati".


5 commenti:
Caro Illustre,
condivido quello che hai detto, però credo che valga per tutti i giornali e non solo per il Corriere. In realtà io di giornali indipendenti in Italia non ne vedo; sono quasi tutti schierati: in maggioranza con il centro sinistra e una parte (minoritaria) con il centro destra. Probabilmente questo è dovuto anche al fatto che per sopravvivere i giornali italiani devono ricevere dei finanziamenti, mentre in altri paesi (ad esempio quelli anglosassoni) i giornali riescono a finanziarsi, nella maggior parte dei casi, unicamente con le copie che vendono. In ogni caso, quando sento certe dichiarazioni ipocrite di indipendenza, tipo quelle di Mieli, provo davvero rabbia.
Tanti saluti Davide
Mi sa che fate un po' di confusione sulla indipendenza della stampa...
Prendiamo ad esempio gli Stati Uniti.
I quotidiani, che sono privati e non finanziati dallo Stato, sono tutti altrettanto apertamente schierati per un partito o per l'altro.
L'indipendenza politica non consiste nel nascondere le proprie idee quanto nel non falsificare la realtà in nome e per conto di esse.
La commissione Mitrokin vi ricorda qualcosa?... E Telekom Serbia?
@siggy: il Corriere della Sera è per sua stessa definizione indipendendente...
Ma da quando c'è un certo Berlusca in politica è la "messa in bella" (se così si può dire) de "La Repubblica"
Potrebbero accedere entrambe ai finanziamenti statali quali giornali di partito, o no?
Qui non si tratta di nascondere le idee, ma di mistificare la realtà: la Pravda ce l'hai presente? Ecco, adesso ne abbiamo due anche in Italia...tralasciando per ovvi motivi l'Unità, il Manifesto, ecc. ecc. se almeno li stampassero su carta più morbida... Uff
Mistificare la realtà significa pubblicare notizie false.
Per esempio come le notizie false pubblicate dal "Giornale" a proposito dei testimoni sulla commissione Mitrokin e su Telekom Serbia, oppure come le veline passate da Pio Pompa al giornalista Farina.
Citami per favore qualche notizia falsa pubblicata dal Corriere o da Repubblica...
Ma il "Partito di Veltroni", a cui venivano appiccicati percentuali di votanti in caso di elezioni....ma chi cazzo l'ha mai votato???
Veltroni che costringe il governo a velocizzare misure restrittive per l'immigrazione: ma dove?? Non in Italia mi risulta...non sono notizie false....ma "populistiche"...pensa un po'!!!
Vado avanti?
Perchè ce n'è da sbizzarrirsi: il vero problema è che lo schieramento di sinistra non avrà mai una maggioranza che potrà ben-governare preso per i coglioni com'è dalla estrema sinistra: i Bertinotti, i Pecoraro, i sindacati tutti, i Caruso....vado avanti?
Questa è gente fuori dal tempo e dal mondo!! Solo che hanno peso sul Governo di Prodi....e che peso!!
Adesso cosa facciamo???
Aspettiamo le riforme?
Altri due anni di NON-DECISIONI???
Dai siggy: siamo seri...
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