martedì 1 luglio 2008

Calimeronero


Oggi, avendo un po' di tempo a disposizione, mi son messo a rileggere EF.


E mi è venuta un'idea: aprire una sezione di "recupero" di argomenti che mi sembrano interessanti e che, ovviamente nel piattume cerebrale di quell'ambiente, non viene minimamente preso in considerazione.


Per es oggi mi ha colpito un post di un tal "calimeronero": non so chi sia e manco lo voglio sapere, ma il suo post odierno è più che degno di considerazione.


Vuoi perchè anch'io avevo letto con molto interesse "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello", vuoi perchè l'argomento introdotto è notevole, lo riporto integralmente e più avanti lo commenterò: spero che non faccia la triste fine che ha fatto (per ora) su EF, ossia scomparso nel dimenticatoio.


"Uno degli incontri più straordinari che mi è capitato di fare nel corso della mia formazione è stato quello con Oliver Sacks. Oliver Sacks, per chi non lo sapesse, è una singolare figura di scienziato, eminente neurologo e psichiatra - professore di neurologia e Psichiatria Clinica alla facoltà di medicina della Columbia University di New York, studioso dei disturbi più gravi e devastanti del cervello umano, dall'encefalite letargica al morbo di Parkinson, dalla schizofrenia alla demenza di Alzheimer, alla sindrome dell'arto fantasma -e insieme di scrittore e umanista, che ha raccontato i casi clinici più emblematici, affrontati nella sua lunga attività, in libri divenuti poi celebri come "Risvegli", da cui è stato tratto un celebre film interpretato da Robert De Niro, e " L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello".

E' da figure straordinarie come lui, dalla sua eccezionale competenza scientifica e clinica, unita alla capacità di illuminare i meandri più oscuri della mente umana con la luce rischiaratrice della scienza -quella solidamente fondata, costruita, pietra su pietra, prova su prova, esperimento su esperimento, a partire dai meccanismi fisico-chimici della fisiologia cellulare del cervello, e dunque immune dalla vulnerabilità delle teorie psicoanalitiche e psicodinamiche- è da figure eccezionali come la sua, dicevo, che ho imparato come, per una personalità psicopatologica, la patologia sia, in perfetta coerenza con la sua mente a-logica o dis-logica, la più assoluta normalità, in un capovolgimento compiuto dell'ordine della realtà effettuale, per cui una ragazza, possibile futura madre, prospetticamente, poteva (e può e potrebbe), in perfetta convinzione, accusare i propri genitori di preparare l'uccisione violenta del proprio figlio ancora di là da nascere.

E con ciò, dirà qualcuno?

Queste riflessioni mi sono state ispirate dalla pervicace autoconvinzione con cui spesso si sostengono realtà capovolte, altrimenti insostenibili, e mi ha fatto ricordare, per associazione d'idee, la giovane paziente che il professor Sacks ci presentò, convinta della volontà omicida dei propri genitori nei confronti del figlio di lei, figlio mai nato, ancorchè tale presunta volontà violasse, per ogni mente appena rispettosa della normale logica, il ferreo principio, finora invulnerato, della "freccia del tempo".
La forza con cui vengono sostenute certe convinzioni, logicamente prive di ogni consistenza, è spesso necessitata dall'urgenza di reprimere in ogni modo potenti spinte, altrimenti disgregatrici, provenienti dal profondo della propria mente, spinte che l'ammissione piana della realtà genererebbe, portando ad una implosione della personalità maladattata e della sua mente.
Un pò insomma come affrettarsi a contenere un cedimento franoso, nel tentativo di evitare, o almeno di ritardare, la valanga successiva prodotta dalla forza dirompente ed incontenibile della REALTà.


Avrete capito, da tutto ciò, che "la lente deformante" è, in molti casi, quella dell'"occhio" con cui la mente osserva e si rappresenta la realtà, piegandola e distorcendola per esigenze di autoconservazione, pena la sua stessa (della mente, ndr.) disgregazione."

9 commenti:

Unknown ha detto...

se non fosse che l'hai trattata come una merda Chiara potrebbe scrivere cose notevoli in merito.....furbone che non sei altro!!!!
( smile )

ps:vai a vedere che mò commenta Charun sul tuo post, potrebbe scrivere questo ad esempio: " mah ".

( rismile )

illustre1966 ha detto...

Ma chi l'ha trattata male?

Solo perchè uno le dice che sulla politica ha idee dissennate vuol dire trattare male??

Pensavo che una abituata ai bordelli di calcutta fosse in grado di non offendersi per così poco....

Beh, poi al limite, può prendere da qui e commentare sul suo blog: stiamo inventando il trans-blog...

Uno scrive da una parte e l'altro risponde dall'altra: talvolta temo che in realtà dietro il nik di chiara ci sia mia moglie! :-((

Unknown ha detto...

Certo una ragazza "normalmente normale" non si offenderebbe di certo se le dici che di politica non sene intende.
Fai così, forse capisci il senso di ciò che sostengo,prova col dire a Lucenera che non si intende di psicologia.....e poi prova a dire la stessa cosa alla bigliettaia del cinema.
Prova inoltre a chiedere sempre a Lucenera che non sa spolverare sopra gli armadi, e poi riproponi il tema alla bigliettaia stessa; sela bigliettaia non c'è più perchè è andata dalla manicure a farsi il french nelle unghie va bene anche la parucchiera che hai sotto casa, senza offesa.

illustre1966 ha detto...

@luce: non ti capiso, ma fa nulla.

Se una si offende per lo sfottò il problema è suo, non certo mio.

Shiver ha detto...

vedo che qui tira una brutta aria... cmq carino il post, rifletti su questo, tutte le persone quando entrano in interrelazione con altre persone, mettono inconsciamante in atto dei meccanismi che hanno adottato fin da piccoli, tra questi meccanismi ci sono quelle che Freud e altri chiamano difese queste possono essere adattive nel senso che permettono alla persona nonostante abbia una personalità psicopatica di continuare ad avere un suo equilibrio interno dove desideri e pulsioni si bilanciano...quando le pulsioni diventano per la persona insostenibili vi è la crisi, che può mostrarsi in vari modi a seconda della patologia di cui soffre la persona...
ecco perchè nella mente della persona affetta da patologia vi è coerenza...
anche nell'autismo vi è coerenza, anche nello schizofrenico..la cosa difficile è capire il loro linguaggio, ma vi è coerenza, e vi sono le medesime difese in atto...

illustre1966 ha detto...

@shiver - Beh ma guarda: nel web ci sono casi emblematici di ciò che stai sostenendo, solo che fanno finta di non essere sempre loro ad agire cambiando nik in continuazione! :-D
Peccato che le modalità, i toni oltre che "i concetti" (se così possiamo chiamarli) sono sempre i medesimi.

La patologia è tanto evidente quanto coerente con sè stessa.

In più ti dirò che ho notato una specie di andamento sinusoidale della faccenda: alti e bassi che si alternano stagionalmente...

Unknown ha detto...

anche nell'autismo vi è coerenza, anche nello schizofrenico..la cosa difficile è capire il loro linguaggio, ma vi è coerenza, e vi sono le medesime difese in atto...


mio caro nick, in questi casi si parla di manie compulsive e non di coerenza.
Poi scusa, ma a quale psicopatico alludi tu? Tanto per metterci d'accordo.
Pensa che io una volta feci caso ad un affascinate suonatore di oboe condominiale......ancora mi devono rinchiudere per quello.

Shiver ha detto...

bhe ovviamante ogni persona rimette in atto con le altre persone il suo stile quello che ha acquisito durante gli anni, quindi ecco perchè le cose si ripetono con ricorrenza...io metterò in atto sempre lo stesso copione, finchè nn ci sarà qualcosa o qualcuno che mi farà riflettere su ciò che sto facendo, e questa è la molla del cambiamento...tutti a modo nostro siamo coerenti...tutti nella nostra vita ci troviamo prima o dopo davanti a una situazione che ci sembra simile ad un altra gia vissuta, solo che spesso nn diamo importanza a questa sensazione, se gli dessimo importanza ci accorgeremmo di sapere gia come andrà a finire la situazione che stiamo vivendo, perchè agiremmo come nella situazione precedente, simile...e qui sta a noi capire ciò che fa scattare il cambiamento...se agiamo in un modo nuovo probabilmente avremmo cose nuove... se alla provocazione rispondiamo come il nostro solito avremmo come risultato il solito!!

Shiver ha detto...

chi continua a cambiare nik significa che nn è in pace con se stesso... o che ha qualcosa da nascondere..o che nn si prende la responsabilità di ciò che scrive...
poi se è una cosa ricorrente...c'è una difesa di evitamanto in atto...

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