mercoledì 18 giugno 2008

Il coraggio di migliorarsi


Da dove vogliamo partire?


Da una valutazione personale o facendone una questione di società "civile"?


Dal punto di vista personale, la parabola dei talenti, è già sufficientemente esplicativa, ma ad alcuni particolarmente ottusi potrebbe non bastare.


Ognuno di noi ha nel proprio dna un'indole, una particolare inclinazione personale, una peculiarità che lo contraddistingue.


Solitamente, si cerca, nei limiti del possibile, di assecondare le proprie "caratteristiche" e possibilmente di farne una professione.


Sul discorso poi dell'utilità della propria professione direi di non addentrarcisi, poichè si finisce in un campo sociologico abbastanza minato e che porta a considerazioni poco inerenti al tema.


Se invece tutto il discorso precedente lo caliamo nell'ambito di una società civile, ecco che le variabili diventano molteplici, e la faccenda che detta così sembrava semplicissima diventa maledettamente complessa.


Ci si deve scontrare con le migliaia di "inclinazioni personali" di una comunità civile.


Ecco che ci si potrebbe accorgere che nel campo in cui si pensava di aver "talento" in realtà, al confronto con altri "talenti", ci si debba ricredere......ossia, ubi maior minor cessat...


Mannaggia questi latini come erano saggi!


Ma cerchiamo di adottare un punto di vista oggettivo:


Mr/Miss "A" potrebbe rendersi conto che la cosa che gli riesce meglio in assoluto sia quella di ammazzare un altro....


Beh questo chiaramente la società civile non lo vedrebbe troppo di buon occhio: credo che Mr/Miss "A" dovrebbe provare a vedere se c'è qualcos'altro che gli/le riesce particolarmente bene.


Mettiamo caso che invece Mr/Miss "A" potrebbe rendersi conto che ha una capacità di disegno e di interpretazione della realtà superiore alla media: questo sarebbe visto probabilmente come un lavoro che la società civile riterrebbe "costruttivo", ma la competizione tra i tanti "talenti" in giro potrebbe essere demoralizzante.....diciamo così: oppure, al contrario, potrebbe essere, e per alcuni lo è, incentivante a migliorarsi, a studiare, ad informarsi, a sperimentare, e così via....


Tutte cose, scoperte, intuizioni e quant'altro, che poi verrebbero "utili" alla società stessa!


Quindi doppio miglioramento: personale e sociale.


Mettiamo anche il caso che Mr/Miss "A" potrebbe rendersi conto che il proprio maggior talento stia nel far pompini!


Un bel talento anche quello, non c'è che dire: dal punto di vista sociale, una buona fetta della "società civile" potrebbe essere interessata a questa "peculiarità"....certo....come no?!


Chiaro che.....anche in quel campo, la competizione non è mica all'acqua di rose!


Ci sono delle vere e proprie scuole di pensiero in materia!! :-D

Ma dopo che Mr/Miss "A" ha affinato al massimo la propria inclinazione, ne ha fatto una professione al top, anche con notevolissimi riconoscimenti economici da parte della "società" (magari i soliti bigotti avrebbero qualcosa da ridire sulla moralità di uno/una spompinatrice sopraffina a pagamento, ma lasciamoli dire questi falsi ipocriti!!), insomma dopo tutto questo cosa succede al nostro Mr/Miss "A"?


Si sa, quel tipo di inclinazione, non prevede troppe "capacità": almeno prevede una presenza fisica degna di nota, solo che anche questa è destinata (talvolta improvvisamente ed innaspettatamente) a deteriorarsi col tempo.....quindi....


Come dire, sviluppare al max quella dote, ha una finalità un po' fugace (oltre a tutte le altre componenti sociali che "sti bigotti" impongono alla comunità) anche se nell'immediato potrebbe avere un buon "ritorno economico".


Ma poi, passata l'era dei pompini a mille euro??

Quando più nessuno si sognerà lontanamente di andare a "servirsi" da Mr/Miss "A"??? Che si fa??


In una società ipocrita e bigotta come la nostra, bene che vada, si rischia l'additamento pubblico col nomignolo (per niente carino) di "vecchiabaldracca" ed inoltre, non avendo sviluppato altri possibili talenti, cosa rimane da fare???


Credo che il migliorarsi abbia vie molto più lunghe ed impervie, mettendoci alla prova su argomenti che oltre che il portafoglio arricchiscano anche altri aspetti della pur fugace esperienza terrena....


Nell'ottica del miglioramento personale non penso che la scorciatoia dei pompini ben pagati sia una scelta azzeccata, non per una questione morale, non per una questione di "ipocrisia della società benpensante", ma per una question pratica che vede tali scorciatoie come dei vicoli ciechi da cui si rischia di non uscire mai.....se non scadendo nel ridicolo.

19 commenti:

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Nell'ottica del miglioramento personale non penso che la scorciatoia dei pompini ben pagati sia una scelta azzeccata, non per una questione morale, non per una questione di "ipocrisia della società benpensante", ma per una question pratica che vede tali scorciatoie come dei vicoli ciechi da cui si rischia di non uscire mai.....se non scadendo nel ridicolo.

Opinione personale, da me espressa in modo educato e senza voler offendere nessuno, e' che laddove esista un percorso di vita ignoto, e quindi non programmato in anticipo, ci puo' stare di dover prendere scorciatoie impensabili.

Nessuno puo' escludere che nella vita non si trovera' a fare cose che non avrebbe mai creduto di fare, come del resto e' abbastanza probabile che nella vita non faremo mai cio' che ci eravamo prefissi di fare nei modi e nei tempi prestabiliti, qualora avessimo prestabilito modi e tempi.

Faccio un esempio che sicuramente anche le menti piu' ottuse riusciranno, spero, a comprendere: io parto per un viaggio via mare ed e' stabilito che arrivero' a destinazione in un certo tempo seguendo una determinata rotta. Poi, durante il viaggio avviene che (la nave si chiama Titanic), pur odiando l'acqua mi devo bagnare. Riesco a non morire, anzi mi accorgo che una volta uscita da quell'esperienza posso dire di essere diventata piu' forte, le cazzate della vita non mi angosciano piu' come prima e che, addirittura, da un'esperienza negativa, ne creo una positiva; divento famosa per essere una delle sopravvissute del Titanic e ci scrivo pure un best seller.

Fare pompini per 1000 euro, disegnar grafici o gestire aziende vinicole, e' solo questione di cio' che una persona riesce a far meglio. Io so fare tutte e tre le cose. Che ci trovi di tanto disdicevole?

Anzi, la prima cosa (far pompini a 1000 euro) e' quella che in termini pratici da' i maggiori risultati nel minor tempo. E' una scorciatoia che chiunque prenderebbe se ne avesse la possibilita', anche tanti uomini (rovescia "far pompini" con (leccare la figa").

Quando il fisico non ce la fara' piu', quando il calciatore diverra' troppo vecchio per continuare a giocare, quando la velina non sara' piu' abbastanza in forma per sgambettare in TV, e come ogni professione in cui IL PERCORSO e' breve ma altamente remunerativo, se una persona non e' sciocca avra' trovato altre strade e si dedichera' a quelle attivita' piu' confacenti alla sua nuova condizione anagrafica, che le riusciranno altrettanto bene.

Perche' una puttana deve PER forza restare una succhiacazzi a vita?
Puo' restarlo come "testa", come un militare che ha combattuto ovunque resta militare anche quando va in pensione, ma perche' mai dovrebbe, come dici tu, scadere nel ridicolo?

Una puttana, al tempo giusto, prende la decisione di cambiare vita e, con il capitale accumulato facendo pompini a 1000 euro, si dedica a fare altro.

Non riesci proprio a concepire questa LEGITTIMA possibilita' che OGNI DONNA (compresa tua figlia quando sara' matura) ha?

Avere la possibilita' di scelta non significa DIVERLA PER FORZA FARE, significa semplicemente AVERE UN'OPPORTUNITA' IN PIU'.

Mi dispiace Illustre, ci vuole ben altro che questi post (fra l'altro scontati e banali) per smontare la mia concezione. La mia esperienza e' stata positiva e vincente. Non mi e' mancato, ne' mi manca nulla. Ho avuto emozioni, denaro, ammirazione, amore, sesso... liberta'. E da quando ho smesso posso avere cio' che qualsiasi altra mia coetanea che fa la biologa, l'avvocato, l'ingegnere, la moglie puo' avere.
Viceversa e' lei che non potra' mai avere cio' che ho avuto io. :-)

illustre1966 ha detto...

Non pretenderei mai di smontare la tua adamantina fede nel tuo percorso di vita: so che l'autocritica non è il tuo forte ed inoltre in questo caso sarebbe troppo destabilizzante.

Ma permettimi di sperare che le mie figlie non siano costrette dagli eventi a vagliare l'opportunità di QUEL percorso di vita: tu stessa (rileggiti nel paragone col titanic) lo vedi come un'esperinza negativa.

Credo che più che una LEGITTIMA POSSIBILITA' sia un'ULTIMA SPIAGGIA!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

non ho altro da dire. continui a ripeterti e, cio' che e' peggio, a far ripetere anche me.

buona giornata.

ps: scrivo con una mano sola, avendo l'altra occupata, per cui non uso le maiuscole. :-)

illustre1966 ha detto...

Vagabunda! ;-D

Signora Anonima ha detto...

Arrivo tardi, perche' ti ho conosciuto tardi.
Ma poi il concetto di tardi non e' forse relativo?

Alura... io leggo una condanna nelle tue parole, forse perche' penso al femminile.
In questo mi ritrovo nelle considerazioni di Chiara, eccetto una: anche tanti uomini (rovescia "far pompini" con (leccare la figa")
e perche'? non e' mica detto... ;-))

Di piu'... tempo fa ne ho parlato diffusamente con un'amica con la quale siamo giunte alla medesima conclusione: un'esperienza di questo tipo sarebbe consigliabile ad ogni donna - a condizione che si tratti di libera scelta - perche' consente di conoscere un mondo altrimenti poco comprensibile e non solo, aiuta a relazionarsi con l'altro sesso in modo piu' consapevole (non dal solo sessualmente) e, tra l'altro, e' una forma di appagamento psicologico che non ha eguali.

Sai cosa rappresenta per una persona sapere di essere desiderata tanto da far snocciolare quattrini e non una, non due, ma diverse volte, il che si traduce in un desiderio non casuale ?

L'argomento e' molto interessante se affrontato da questo punto di vista. Ci sono aspetti che vanno
. oltre l'espletamento dell'incarico,
. oltre la capacita' - che pure e' un elemento fondamentale -
. oltre la mera bellezza - che di per se' non e' garanzia di successo -
. oltre l'apparenza.

Qui siamo nella sfera personale, intima, l'intimita' vera, non quella presunta del corpo accessibile a molti.
Sfera dell'impenetrabilita'.
Pero' parlandone, le menti possono "sfiorarsi" appena quanto basta per nuove riflessioni.

I think.

Non c'e' intento provocatorio in questa mio intervento. Tutt'altro.
Anzi, mi e' gradita l'opportunita' di poterne parlare.

Ti thankiulo (grazie)

Ciao

Signora Anonima ha detto...

Ufff con ste moderazioni... tu quoque fili mi!
Grrrrrr

illustre1966 ha detto...

Eccomi: we in campagna lontano da internet!

Io non contesto il fatto che alcune donne abbiano la "voglia" di provare quell'esperienza, ma il fatto di descriverla come una scelta "di vita" azzeccata e perfetta per crearsi un tenore di vita "alto": credo che le donne abbiano soprattutto altre qualità per emergere dal grigiore quotidiano, piuttosto che continuare a fare le "cortigiane" (qualsiasi sia la corte).

Non credo che questa sia una condanna da parte mia, o mi sbaglio?

Quando dico che c'è molto più maschilismo nella visione di chiara piuttosto che nella mia non lo dico a caso: evidentemente, per osmosi, a furia di rimanere in un certo ambiente, se ne è imbevuta a sua stessa insaputa....

Signora Anonima ha detto...

Io invece sono stronza, e se lo dico io...
Lo sono perche' son sempre di corsa e pure pigra, sicche' non leggo i post (o meglio, non seguo molto questi temi).
Dopo una lettura verticale del tuo articolo, sono passata ai commenti ed in base a quelli ho risposto.

Mi devo scusare con te.

Detto questo, prendo atto della tua risposta, forse non c'e' una condanna fra le pieghe del discorso, non lo so, non ti conosco come blogger, non ho precedenti di riferimento e di conseguenza ti credo.

Tuttavia, osservo che oggi, sicuramente piu' di ieri (qualche lustro) le donne non intraprendono quest'attivita' per ripiego.
Conosco puttane giornaliste, consulenti, insegnanti, bancarie, avvocatesse (brrr che brutto termine), scrittrici, etc etc - e non disoccupate -
le cui ragioni, come ho scritto nel precedente commento, non sono chiaramente intercettabili dalla societa' tendenzialmente ferma alla superficie.

Non ci sono solo sedicenti veline e/o modelle estromesse dal mercato obiettivo.
L'odierna consapevolezza, la voglia di sfidare le convenzioni e anche se stesse... e poi, azioni, reazioni...
troppe sono le variabili per essere sintetizzate sic et simpliciter in un paio di commenti.

Ti chiedo solo di credermi perche' non posso fare i nomi, ma circolano in rete.


L'eta' e' anch'essa una variabile soggettiva
[non solo per le donne, ma anche per i fruitori].
Faccio qualche esempio, in una grande citta' della penisola, c'e' una donna che agli occhi dei piu' sembra poco piu' che quarantenne e in realta' ne ha 63 (pare che una decina di anni fa abbia fatto un riuscito lifting).
Bene, ha ancora un enorme numero di clienti e nuove richieste... e ottime recensioni (tra l'altro non annoverata fra le vecchie baldracche, bensi' considerata una donna chic, di classe).

Ma non e' la sola.
Penso ad un altro mito del settore, che con i suoi 52 o 53, continua a fare questo "sport" a livelli e cifre non da spiccioli (da 500 euro a salire). Questa insegna, e fra qualche anno andra' pure in pensione.
Si era ritirata ma dopo qualche anno e' ritornata in pista. Piu' battagliera di prima.

Cosi' un'altra, docente universitaria...che conosco personalmente e che nessuno potrebbe mai additare come puttana.
e bla bla bla... che te lo dico a fa'.

La pensione
In fin dei conti, tutte le attivita' prima o poi si interrompono. Ci sono settori in cui l'interruzione arriva prima e altri in cui arriva dopo.

Ma ti prego, al di la' delle condanne vere o presunte, riconsideriamo questo mestiere visto nell'ottica di un diverso approccio con il sesso.

Se escludiamo questi elementi di base, il nostro punto di vista e' braccato in partenza.

Buona giornata

SignoraAnonima

Signora Anonima ha detto...

Una precisazione

@illustre: Io non contesto il fatto che alcune donne abbiano la "voglia" di provare quell'esperienza, ma il fatto di descriverla come una scelta "di vita" azzeccata e perfetta per crearsi un tenore di vita "alto"

Su questo convengo.
Tutto il mio discorso, infatti, tende a mostrare una realta' diversa, appunto, da questo stereotipo.

Ciao ciao

illustre1966 ha detto...

@signora anonima: Ok! Credo di aver capito dove miri....

E' un punto di vista comprensibile.

Signora Anonima ha detto...

@illustre:
io miro?
Naaaaaaaaaaa ho vagato una vita senza meta: che cappero devo mira'... e manco mi va.
Ciaoo

Chiara di Notte - Klára ha detto...

illustre1966 ha detto...
@signora anonima: Ok! Credo di aver capito dove miri.... E' un punto di vista comprensibile.


Cavolo...
Vedi il vantaggio di essere di madre lingua?
Riesce subito a spiegarsi...

Io, invece... :-(

@ Signora anonima: Penso ad un altro mito del settore, che con i suoi 52 o 53, continua a fare questo "sport" a livelli e cifre non da spiccioli (da 500 euro a salire). Questa insegna, e fra qualche anno andra' pure in pensione.
Si era ritirata ma dopo qualche anno e' ritornata in pista. Piu' battagliera di prima.


Allora anche per me c'e' speranza :-)
... E anche per Duval. :-))))

Comunque, tornando seria, e considerato anche il fatto che l'illustre pare aver (almeno) compreso, cio' che afferisce alle scelte di iniziare questa esperienza, di interromperla e, al limite, riprenderla, non e' solo il denaro oppure la rassegnazione di non avere altre strade da prendere.

Sarai d'accordo con me (e io so gia' che lo sei) che a lungo andare, piu' che il tenore di vita che ti puo' dare il denaro ricevuto dai clienti, e' il sentirsi bramate che crea dipendenza?

illustre1966 ha detto...

@chiara said: e' il sentirsi bramate che crea dipendenza.

Dici che devo iniziare a farmi pagare per capirvi fino in fondo? ;-D

Signora Anonima ha detto...

@chiara: Sarai d'accordo con me (e io so gia' che lo sei) che a lungo andare, piu' che il tenore di vita che ti puo' dare il denaro ricevuto dai clienti, e' il sentirsi bramate che crea dipendenza?

L'ho scritto a chiare lettere!

Ed e' ancor piu' difficile uscirne definitivamente, quando chi ti ha desiderata, continua a farlo, anche se hai smesso, chiedendoti la classica "eccezione".
E' dura, quasi irresistibile.

Signora Anonima ha detto...

@illustre: Dici che devo iniziare a farmi pagare per capirvi fino in fondo? ;-D

Hai letto bene cio' che ho scritto nel lungo commento?

Fuor di metafora, c'e' differenza fra pagare e farsi pagare.
E le donne, a dispetto delle comuni credenze, non sentono il dominio del pagante.
Tutt'altro, percepiscono forte e chiara la loro consapevolezza che mai saranno possedute e che hanno il controllo dei "sensi" del fruitore.
Questa e' un'altra chiave di lettura, su cui ci si potrebbe soffermare, per una piu' approfondita analisi.

La transazione e' puramente commerciale: do ut des, servizio contro pagamento e basta! Tutto il resto e' elucubrazione frutto di luoghi comuni.
Tutt'al piu', esistono - dato che detesto generalizzare - situazioni nelle quali la donna si concede al piacere sessuale, conformemente alla sua natura, diciamo cosi', ormonale. Fonde lavoro e piacere.

Il che e' ancora piu' devastante per il pagante, giacche' mai avra' la certezza che lei ha provato vero piacere, ne' capira' a pieno le ragioni di tale scelta.

Restera' sempre un alone di mistero.

Comunque, illustre, questo post e' bello: e' un invito alla riflessione.
Gia' te l'ho detto.
E per questo ti ri_thankyoulo :-))

illustre1966 ha detto...

@anonima: dunque, stop, ferma....

Fammi capire bene: la donna si fa pagare, ma sapendo di non esser "posseduta" se non "carnalmente", sente di non esser dominata, ma anzi di "dominare".
Quindi c'è una scissione così netta tra anima e corpo in una donna che l'uomo non potrà mai comprendere?

Indi per cui il prezzo in questione, esattamente, è il prezzo di chi? Dell'uomo? Del "corpo della donna"? Del tempo che la donna dedica all'uomo in questione?

Questi soldi che passano di mano in mano a chi li ascriviamo?

Thankioulo a te! ;-)

Signora Anonima ha detto...

@illustre: "Questi soldi che passano di mano in mano a chi li ascriviamo?"

A chi o a cosa?
In ogni caso al tempo dedicato.
Time is money.

Dominante/dominata non e' un binomio assoluto. Non e' questo il nodo centrale.
Sicuramente la donna non si sente dominata. Il resto ha poca importanza per lei, non e' affar suo.
Ci sara' la donna che ritiene di dominare,
ci sara' chi se ne frega,
ci sara' chi ha un approccio disinvolto e senza sovrastrutture,
ci sara'... ci sara'...

Ehm, ricorda anche l'ultima ipotesi che ho esposto nel precedente commento.

A ri_thankyoulo
:-)) :-))

Bouche ha detto...

Nell'ottica del miglioramento personale non penso che la scorciatoia dei pompini ben pagati sia una scelta azzeccata, non per una questione morale, non per una questione di "ipocrisia della società benpensante", ma per una question pratica che vede tali scorciatoie come dei vicoli ciechi da cui si rischia di non uscire mai.....se non scadendo nel ridicolo.

Allora!!!!!!!!!!!!!!! Nessuno ha mai riso dei miei pompini , scorciatoia un paio di ciufoli, ciuccio per tempi epici, io ...
E smettiamola con sta storia della moralità di puttane e puttanieri.
Uff ....

illustre1966 ha detto...

@bouche: non lo metto in dubbio! ;-D

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